Caserta al voto. 'Volano gli stracci' nel csx. Avanti Psi replica a Casa Riformista






Articolo pubblicato il: 07/10/2026 20:52:32

Questo il testo della nota inviataci da Avanti Psi in risposta al comunicato pubblicato anche da noi, nel pomeriggio, di Casa Riformista: "La recente uscita di Casa Riformista e le dichiarazioni circa un presunto percorso con i "liberali e progressisti" e un non meglio definito "partito liberale socialista" guidato a Caserta da Romolo Vignola meritano una precisazione netta, istituzionale e politica.

Parlare di socialismo liberale e di percorsi riformisti nella nostra provincia è un esercizio nobile, ma che richiede anzitutto il rispetto della storia, della rappresentanza e delle filiere politiche reali. La vera e unica filiera del socialismo riformista, riconosciuta a livello regionale e nazionale, fa capo a Avanti Psi, non a sigle estemporanee o perimetri privi di riconoscimento negli organi ufficiali del partito. Il riformismo non si inventa a tavolino e non può essere ridotto a un contenitore utile solo per la stagione elettorale.

Porte aperte, ma sui valori autentici: Chi vuole costruire un’alternativa seria a Caserta deve partire dalla trasparenza e dal coinvolgimento di chi, sul territorio, porta avanti i vessilli della sinistra riformista e socialista ogni giorno, e non di chi si appropria di etichette senza averne la titolarità politica. Queste le parole del coordinatore provinciale di Avanti Psi Carmine Petteruti: «Apprendiamo con un misto di stupore e divertimento politico le dichiarazioni di Casa Riformista e i riferimenti a fantomatici 'partiti liberali socialisti' che non trovano alcun riscontro né nella platea regionale né in quella nazionale. A Caserta e in Campania, la vera e autentica filiera del socialismo riformista ha un nome, una storia e una rappresentanza ben chiara: si chiama Avanti Psi.

È fin troppo comodo evocare la lezione della Leopolda o il pragmatismo liberale per giustificare operazioni di facciata che sembrano rispondere più a logiche di posizionamento personale che a una visione strategica per il territorio. Il socialismo non è un marchio di fabbrica da utilizzare a intermittenza o da intestare a sigle prive di riconoscimento ufficiale nei tavoli regionali e nazionali.

Se a Caserta si vuole davvero costruire una casa comune, aperta e plurale per il cambiamento, bisogna partire dalla verità dei fatti e dal rispetto delle forze politiche che sui territori rappresentano la vera spina dorsale del riformismo. Noi ci siamo, con la nostra identità e la nostra storia. Le porte del confronto sono aperte a tutti, ma a una condizione: che si parli lo stesso linguaggio della trasparenza e della coerenza politica, senza scambiare la politica per un casting di sigle».