Questo il comunicato inviatoci dal personale educativo e tecnico in servizio al Planetario di Caserta: "La nota pubblica dell’ATS Planetario del 26 ottobre 2026 costituisce un’ulteriore prova di ciò che denunciamo dal 9 ottobre.
Infatti, è solo un maldestro tentativo per deviare l’attenzione invece di rispondere nel merito. Quali sono i veri motivi che hanno imposto l’interruzione del pubblico servizio museale del Planetario? Certo, l’urgenza e la gravità dei rischi per il personale e i visitatori erano così rilevanti da decretare la sospensione immediata delle attività il 5 ottobre. Allora l’ATS ha avuto una premonizione il 1 ottobre quando inserì la sicurezza del Planetario come secondo punto all’ordine del giorno dell’incontro del 5 ottobre. Oppure già sapeva e ha taciuto? Ah, già, la riservatezza degli atti di ufficio! La premonizione non ha raggiunto però i lavoratori del Planetario, informati solo il 9 ottobre e non nell’immediatezza della decisione (cosa possibile almeno per le vie brevi già il 5 ottobre mattina). Peraltro, nell’unico documento messo a disposizione dei lavoratori si dichiara necessario il solo aggiornamento dell’organigramma della sicurezza per la sostituzione del preposto. Si consideri, però, che alla data della morte del professore Smaldone (16 marzo) altri due educatori del Planetario risultavano formati e certificati per essere validamente nominati come preposti. Infatti, la nomina a preposto per la sicurezza non ha alcuna relazione con l’incarico scientifico o tecnico svolto sul luogo di lavoro. Perché non si è provveduto già a marzo?
E quanto tempo si impiega per stilare l’organigramma? Da pareri richiesti a professionisti esperti di sicurezza (mai quanto quelli dell’ATS) pare occorra al più circa un’ora di impegno per la sua stesura. Ancora ieri, quindi, l’ATS ha perso un’occasione per chiarire i tempi della riapertura. Il personale esclude altre possibili criticità per la sicurezza della struttura di cui l’ATS . Infatti, a memoria, l’ultimo sopralluogo dell’RSPP incaricato della sicurezza del Planetario (sin dal 2012) risale alla conclusione dei lavori realizzati coi fondi PNRR, verso la primavera del 2025. E dei tre dirigenti delle scuole dell’ATS, due hanno messo piede al planetario solo per la riunione dell’unico Comitato Tecnico Scientifico convocato a settembre 2025 e uno solo ha trovato il tempo di visitare con calma il Planetario per capire qualcosa almeno della sua offerta culturale. Ovviamente, le cure amorevoli nella direzione delle rispettive scuole prevalgono su tutto. D’altra parte la fama della profesfunisionalità dei dirigenti nello specifico scolastico è unanime tra gli addetti ai lavori ed è riconosciuta dal personale tutto del Planetario: è stato gesto di grande cortesia autoconfermarla, rassicurando la comunità casertana. Ma è pura azione distrattiva che non fa luce su quanto sta accadendo, anzi punta solo a sviare l’attenzione. Perché il Planetario non riapre?".
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