Caserta. Clochard morto dopo pestaggio, Mons. Lagnese: "Non rassegniamoci all'indifferenza e alla cultura dello scarto"






Articolo pubblicato il: 24/08/2026 18:01:29

Questo parte della nota diffusa da Monsignor Pietro Lagnese, Vescovo di Caserta e Arcivescovo di Capua: "Mons. Lagnese: «Non rassegniamoci all'indifferenza e alla cultura dello scarto: la cura della città parte dalla cura delle persone»

A pochi giorni - si legge - dalla tragica scomparsa dell’uomo senza dimora (...) trovato privo di vita in piazza IV Novembre, la comunità di Caserta si trova nuovamente immersa nel dolore e nello sgomento. Le immagini shock dell'aggressione costata la vita a (un senzatetto in Piazza Sant'Anna, ndr) sono un pugno nello stomaco per tutti noi. Di fronte ad una morte così violenta e insensata, ciò che ancora di più colpisce le coscienze è l’indifferenza di chi ha visto consumare un omicidio così efferato, senza intervenire.

Due tragedie avvenute in luoghi altamente simbolici e centrali della città - prosegue la nota - che impongono un serio ed urgente esame di coscienza a tutte le componenti della società: è questo l’appello lanciato da Mons. Pietro Lagnese. «Entrambe le morti – sottolinea il Vescovo di Caserta e Arcivescovo di Capua intervenuto a mezzo stampa sui fatti accaduti – sono avvenute in contesti in cui erano evidenti situazioni di sofferenza, incuria e profondo disagio. Dietro le definizioni generiche ci sono persone, storie, volti e dignità che non possono rimanere invisibili o essere spazzati via come un problema di decoro urbano. (La vittima, ndr), con le sue fragilità e il suo grido di aiuto chiedeva solo di essere visto e ascoltato».

Di fronte al rischio che l'emozione del momento ceda il passo all'abitudine, Mons. Lagnese rivolge un accorato appello: «Non basta un'azione emergenziale né una semplice rimozione dei giacigli. Serve un tavolo di confronto stabile e una rete strutturata. Mi farò promotore di un dialogo costante, affinché responsabilità pubblica e solidarietà sociale camminino insieme per intervenire prima che le fragilità arrivino al punto di non ritorno». «In ogni persona ferita o ai margini – continua Mons. Lagnese – il cristiano è chiamato a riconoscere il volto stesso di Cristo. La carità e l'impegno profusi quotidianamente dai sacerdoti, dalle Parrocchie, dalla nostra Caritas, dalla Comunità di Sant'Egidio e dalle altre associazioni di volontariato del territorio sono fondamentali, ma devono trovare corrispondenza in una comunità che sceglie di non voltarsi dall'altra parte».

È indispensabile - continua - unire le forze in un’alleanza educativa e sociale: nessun soggetto, da solo, può affrontare una realtà così complessa. Solo quando responsabilità pubblica e solidarietà sociale camminano insieme si riescono a dare risposte efficaci ed umane. Per orientare questo sforzo comune ed evitare che la paura, il degrado o la violenza generino ulteriori barriere di diffidenza, occorre che quel "realismo della misericordia", richiamato da Papa Leone XIV in occasione del recente Meeting per l'amicizia fra i popoli a Rimini, diventi la bussola di cui la città ha urgente bisogno. Per Mons. Lagnese il realismo evangelico «ci impone di guardare chi vive ai margini non come un pericolo o un ingombro, ma come un fratello nel quale noi cristiani siamo chiamati a riconoscere la carne stessa di Cristo».

Il Vescovo e la Diocesi - conclude la nota - si sono resi disponibili ad assicurare una degna sepoltura (all'uomo morto dopo il pestaggio in piazza Sant'Anna, ndr), come segno di rispetto per la dignità inviolabile di ogni persona.