"Nella corte borbonica, la musica era un intrattenimento - si legge nel post - e allo stesso tempo uno strumento di propaganda per celebrare e legittimare il potere dinastico. Ogni grande evento di Stato, che fosse un matrimonio reale o la nascita di un erede, esigeva una colonna sonora monumentale, ovviamente composta su misura!
Le celebri nozze del 1768 tra Ferdinando IV e Maria Carolina d'Asburgo, ad esempio, trovarono la loro glorificazione - si legge ancora nel post - nella festa teatrale con "Le nozze di Peleo e Tetide", firmata da Giovanni Paisiello e Giovanni Battista Basso Bassi. Pochissimi anni dopo, nel 1772, la nascita della primogenita Maria Teresa venne salutata sulle note di Niccolò Jommelli con la sua "Cerere placata".
Proprio come allora, oggi la musica assume molteplici significati - prosegue il post - a seconda del contesto, trasformandosi di volta in volta in un simbolo identitario o in un veicolo di pura emozione collettiva. Oggi, per la Festa della Musica, vogliamo ricordarne l'importanza".