Questo il comunicato stampa pervenutoci in redazione:
"Reggia di Caserta, interrogazione Pd su nomine Giuli, con politicizzazione Cda rischio procedura di infrazione
De Luca e Graziano: Vogliamo vedere i curricula, legge parla chiaro: possono essere nominati esperti di chiara fama nella gestione del patrimonio culturale. “Quanto accaduto alla Reggia di Caserta è estremamente grave e rappresenta l’ennesima - si legge nel comunicato - conferma di una strategia che il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, sta portando avanti su tutto il territorio nazionale: la politicizzazione di istituzioni che dovrebbero - prosegue il comunicato - per loro natura e per legge, rimanere fuori da ogni logica di parte”.
Lo dichiarano i deputati del Partito Democratico Piero De Luca e Stefano Graziano, che già nella giornata di ieri hanno sollevato il caso. “I musei e gli istituti culturali dello Stato – proseguono – non sono proprietà dei partiti politici né strumenti - si legge ancora - di propaganda. Sono luoghi che devono operare esclusivamente nell’interesse pubblico, con l’obiettivo della tutela, della salvaguardia e della valorizzazione del patrimonio culturale - si legge ancora - agendo con piena autonomia e con la massima neutralità di giudizio”.
“Per queste ragioni – annunciano De Luca e Graziano – presenteremo un’interrogazione parlamentare per conoscere nel dettaglio i curricula dei neo nominati componenti del Consiglio di Amministrazione della Reggia di Caserta - prosegue il comunicato - che risultano espressione diretta di forze politiche, come nel caso del coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia. Riteniamo doveroso verificare il pieno rispetto delle normative vigenti, che prevedono la nomina nei CDA di persone di chiara e comprovata fama nella gestione e nella tutela del patrimonio culturale. La vicenda assume contorni ancora più allarmanti – aggiungono – se si considera che la Reggia di Caserta è un bene patrimonio dell’umanità UNESCO. I protocolli di gestione - si legge ancora - UNESCO sono estremamente rigidi e impongono una assoluta neutralità gestionale. Le decisioni assunte dal Ministro Giuli potrebbero esporre il nostro Paese a rilievi e persino a una procedura di infrazione in sede UNESCO, con un danno gravissimo per l’immagine e la credibilità dell’Italia.
Quello messo in campo dal Ministro – concludono De Luca e Graziano – è un atto politicamente e istituzionalmente irresponsabile. Il patrimonio culturale italiano non può essere piegato a logiche di appartenenza politica: va tutelato - si legge ancora - valorizzato e gestito nell’interesse esclusivo della collettività”. Così Piero De Luca%u2028e Stefano Graziano Deputati del Partito Democratico alla Camera".
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