CPR a Castel Volturno. Cisal Caserta: "Tensione tra esigenze di sicurezza e obiettivi di sviluppo"






Articolo pubblicato il: 26/04/2026 10:18:01

Questo il comunicato stampa diffuso da Cisal Caserta: "La prospettiva di realizzare un Centro di Permanenza per i Rimpatri a Castel Volturno riapre una discussione che va oltre la semplice gestione dei flussi migratori e tocca direttamente il modello di sviluppo - si legge nel comunicato -  del litorale domizio, un’area che, negli ultimi anni, ha cercato con difficoltà e attraverso una rinnovata collaborazione istituzionale di ridefinire la propria identità, puntando su riqualificazione urbana, turismo e valorizzazione della costa tirrenica.

In questo contesto - si legge ancora - la possibile localizzazione di una struttura come un CPR appare in evidente disallineamento rispetto al percorso intrapreso dal territorio. Il tratto di costa che unisce Mondragone, Castel Volturno e Cellole è stato infatti oggetto di strategie condivise volte ad attrarre investimenti e a superare una narrazione a lungo esclusivamente legata a criticità sociali e ambientali. Una decisione di questo tipo rischierebbe, secondo diverse valutazioni, di indebolire tale percorso - prosegue il comunicato - introducendo elementi di tensione tra esigenze di sicurezza e obiettivi di sviluppo. Sul tema interviene la CISAL Caserta, che esprime una posizione netta attraverso il segretario generale Ferdinando Palumbo.

“La scelta di localizzare un CPR sul litorale domizio confligge apertamente con il lavoro portato avanti in questi anni, che ci ha visto tutti coesi nel tentativo di trasformare il lungomare in una reale attrattiva turistica. È una decisione che rischia - si legge ancora - di compromettere un percorso costruito con responsabilità e visione, e che appare, a tutti gli effetti, una scelta politica strabica”. Il sindacato sottolinea inoltre la propria impostazione, da sempre attenta alle dinamiche sociali del territorio e al fenomeno migratorio nella provincia di Caserta, senza approcci ideologici o contrapposizioni pregiudiziali.

L’azione sindacale, viene ribadito, si è sviluppata nel tempo cercando di coniugare legalità, sicurezza, umanità e accoglienza, nella consapevolezza del ruolo dei lavoratori stranieri in diversi comparti produttivi locali. “Nessuno più di noi - prosegue il comunicato - conosce la realtà del lavoro in questa provincia: interi settori produttivi vedono oggi la presenza determinante di lavoratori stranieri. Per questo abbiamo sempre affrontato il tema dell’immigrazione con equilibrio, evitando contrapposizioni ideologiche e puntando su un modello che tenga insieme diritti, doveri e integrazione reale” - si legge ancora - aggiunge Palumbo.

Il punto, secondo la CISAL, non riguarda la negazione degli strumenti di gestione dei flussi migratori, ma la coerenza delle scelte rispetto ai processi di sviluppo in atto. In gioco, viene evidenziato, non vi sarebbe soltanto la collocazione - prosegue il comunicato - di una struttura, ma la tenuta complessiva di un percorso di rilancio del litorale domizio costruito negli ultimi anni".