CPR a Castel Volturno. Sabato la manifestazione. Il Vescovo Lagnese: "Servono veri percorsi di integrazione"






Articolo pubblicato il: 22/10/2026 17:18:55

Questo il comunicato stampa diffuso dalla Diocesi di Caserta recante le dichiarazioni del Vescovo Lagnese: "In vista della manifestazione nazionale promossa per sabato 24 ottobre a Castel Volturno, desidero ribadire il senso profondo della presenza e della voce delle Chiese di Capua e di Caserta. Fin dall’inizio della vicenda del CPR a Castel Volturno - si legge nel comunicato - le nostre Chiese hanno espresso con chiarezza la propria preoccupazione, ponendo al centro la dignità di ogni persona, in particolare di quella migrante, e il rispetto dei diritti, nell’orizzonte della Dottrina sociale della Chiesa, ribadita più volte da Papa Francesco e oggi, con altrettanta fermezza - si legge ancora - e decisione, da Papa Leone XIV.

Garantire la sicurezza e la legalità è certamente un dovere fondamentale e irrinunciabile delle istituzioni; tuttavia, una sicurezza autentica e duratura non si costruisce diffondendo la paura, cedendo alla tentazione di cercare capri espiatori o dimenticando le sofferenze di chi fugge da povertà estrema, guerre, persecuzioni e ingiustizie. Sicurezza e dignità - prosegue il comunicato  - devono andare necessariamente insieme, sempre! Altrimenti rischiamo di smarrire la bussola del diritto e della civiltà.

Non possiamo ridurci a pensare ai migranti semplicemente come a un problema da gestire; essi sono invece persone che hanno una dignità, risorse e sogni, sono persone che hanno diritto a essere perciò trattate con rispetto e chiedono - si legge ancora - di poter diventare parte attiva delle società che le accolgono: è questo il pensiero della Chiesa.

Ed è proprio a partire da questo pensiero che continuiamo a guardare con seria e motivata preoccupazione all'ipotesi di realizzare dei CPR. Non li riteniamo rispettosi della dignità delle persone migranti. Perciò, con quanti hanno condiviso la nostra visione - si legge ancora - fin da subito abbiamo affermato che non desideriamo i CPR né a Castel Volturno, né altrove.

In particolare, Castel Volturno e il Litorale Domizio sono luoghi già segnati da una storia complessa e feriti da troppi pregiudizi, ma, al tempo stesso, ricchi di straordinarie energie, di esperienze laboriose e di riscatto. Questa terra non ha bisogno - prosegue il comunicato - di strutture restrittive e contenitive che rischiano di assimilare la condizione di vulnerabilità alla criminalità e di produrre ulteriore degrado sociale e morale.

Castel Volturno oggi ha urgente bisogno di risposte concrete e lungimiranti: di veri percorsi di integrazione, di misure incisive per contrastare lo sfruttamento lavorativo e la piaga del caporalato, di servizi sociosanitari adeguati e di un’alleanza educativa e civile tra istituzioni, associazioni, realtà ecclesiali e cittadini. Per questo - si legge ancora - sabato 24 ottobre, insieme a tanti altri, e sostenuto dai confratelli vescovi, sarò a Castel Volturno.  

La mia partecipazione e il sostegno convinto mio e delle nostre comunità ecclesiali a quella manifestazione non nascono da interessi politici, né tantomeno da un’appartenenza ideologica o da logiche di parte. Il nostro unico intento è parlare a nome del Vangelo, per riaffermare e difendere l’inviolabile dignità di ogni persona umana - si legge ancora - creata a immagine e somiglianza di Dio. La Chiesa non fa politica di parte né persegue visioni di schieramento, ma non può restare in silenzio quando in gioco vi è il valore della vita, della giustizia sociale e del rispetto dei diritti fondamentali dei più deboli.

Auspico che la manifestazione nazionale di sabato 24 ottobre, nata dal percorso del Comitato nel quale anche la nostra Chiesa locale è stata coinvolta, rappresenti un’occasione preziosa per consolidare legami di amicizia e fraternità, camminare insieme e testimoniare che esiste un popolo che desidera la pace e si impegna a costruire la concordia. Chiedo a tutti che la manifestazione si svolga nel pieno rispetto delle regole e della pluralità delle voci che la compongono, senza violenza, contrapposizioni o conflitti, e che diventi una testimonianza - si legge ancora -  luminosa di dialogo e nonviolenza. Le differenze non ci impediscano di riconoscerci fratelli e di lavorare insieme per una società più giusta e accogliente.

A Castel Volturno sabato diciamo sì alla vita, sì all’amicizia, sì alla solidarietà, sì all’accoglienza e alla fraternità, sì alla pace! Testimoniamo - si legge ancora - insieme che siamo “Fratelli tutti”, costruendo ponti di incontro e di concordia, mai muri di esclusione e di discriminazione".