Giornata del Ricordo a Maddaloni, De Filippo: "La memoria unisce, non divide"






Articolo pubblicato il: 10/02/2026 15:16:17

Questo quanto apprendiamo dalla pagina facebook del Sindaco De Filippo:

"Oggi la nostra città si è raccolta per la Giornata del Ricordo, in questa commemorazione organizzata dall’ANFI di Maddaloni. La nostra comunità ha pagato un tributo di sangue doloroso e profondo: oltre ai finanzieri ricordati nella lapide del maresciallo Buono e dei fratelli Saccone – che all’epoca appartenevano alla nostra stessa  comunità  ho voluto ricordare tutti i nostri concittadini Benforte Francesco, Biondillo Giovanni, Cafarelli Ciro, Caruso Pietro, Mastroianni Antonio Mastroianni Francesco, Mazzetti Vincenzo, Gli ultimi due, secondo la tradizione locale, erano commercianti di stoffe: un’attività che ha sempre caratterizzato la storia economica di Maddaloni. Questa giornata non deve mai diventare terreno di scontro politico. La memoria non può essere brandita come un’arma. La memoria deve unire, non dividere. Ai nostri giovani, stamattina presenti grazie a rappresentanze di alcune scuole cittadine, dobbiamo insegnare un ricordo libero dalle passioni del presente, capace di custodire- si legge nella nota- la verità e di generare consapevolezza. Il Novecento è stato il secolo delle tragedie. Pensavamo di aver lasciato quell’orrore alle spalle, e invece oggi, nel XXI secolo, la guerra torna a farsi sentire vicina. Anche se non ci tocca direttamente, ne percepiamo la minaccia. Per questo dobbiamo essere ancora più vigili e difendere i valori della pace, della democrazia, della tolleranza e della civile convivenza. Oggi viviamo da ottant’anni in un Paese libero e democratico. Questo patrimonio non è scontato: va difeso, custodito, trasmesso. È un tesoro che appartiene al DNA dell’Italia e che dobbiamo consegnare intatto alle nuove generazioni. Ringrazio tutte le Forze dell’Ordine e la Guardia di Finanza, che ogni giorno lavorano per proteggere questi valori. E ai più giovani dico: anche ciò che può sembrarvi una semplice cerimonia, una “liturgia” lontana, è in realtà un gesto che preserva la memoria, le radici e la consapevolezza della nostra libertà. La memoria è un dovere. La pace è una responsabilità. La democrazia  un impegno quotidiano."