La commissione Anticamorra a Maddaloni, Santangelo: "Segnale forte di legalità per le nuove generazioni nel ricordo di Franco Imposimato"






Articolo pubblicato il: 12/10/2026 17:25:11

Questo il comunicato inviatoci in redazione: "La commissione Anticamorra a Maddaloni, Santangelo: un momento istituzionale fortissimo. Un segnale forte di legalità per le nuove generazioni nel ricordo di Franco Imposimato

Grande partecipazione e forte emozione questa mattina a Maddaloni per l’iniziativa “Memoria Viva – Viva la Memoria”, sessione istituzionale itinerante della Seconda Commissione Speciale Anticamorra del Consiglio Regionale della Campania, presieduta da Vincenzo Santangelo.  Per la prima volta nella sua storia, la Commissione ha scelto di uscire dai palazzi istituzionali di Napoli per dare il via al progetto “La Commissione Anticamorra sul territorio contro la camorra per la legalità” proprio dalla città del suo Presidente. Due le tappe, l’istituto Franco Imposimato guidato dalla dirigente Annalisa Lombardi, e la Fondazione Villaggio dei Ragazzi.  Di primissimo livello la platea degli ospiti con la presenza dell’intera commissione con il vicepresidente Giorgio Zinno, i componenti Ira Fele, Raffaele Aveta, Massimo Pelliccia, dei deputati Marco Cerreto e Gimmi Cangiano, del Sindaco di Maddaloni Andrea De Filippo, del presidente della Provincia Anacleto Colombiano, di Marcella Suma, Presidente di Corte d’Assise in rappresentanza della Presidente del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, delle Forze dell’Ordine con il maggiore della guardia di Finanza Marco Foladore, il tenente colonnello del reparto biodiversità dei carabinieri Marilena Scudieri, il comandante della stazione dei carabinieri di Maddaloni Domenico Di Carluccio, del commissario di Maddaloni Antonio Magno, delle parti sociali con tutto il gruppo dirigente della Uil guidato dal segretario di Caserta Pietro Pettrone, del direttore di Coldiretti Giuseppe Miselli, del presidente del consorzio di bonifica del Basso Volturno Francesco Todisco, del magistrato maddalonese Eugenio Forgillo, presidente di sezione della Corte d’Appello di Napoli, del figlio della vittima di camorra Franco Imposimato Filiberto, dei vertici della Fondazione e di centinaia di studenti.

La giornata è stata dedicata alla memoria di Franco Imposimato in ricordo del 43° anniversario dell’omicidio.  Nel suo discorso istituzionale, il Presidente Santangelo ha voluto ricordare la figura del sindacalista, ambientalista e appassionato archeologo maddalonese, vittima di una barbara vendetta trasversale il 11 ottobre 1983 per colpire il fratello, il giudice Ferdinando Imposimato.  «È con una profonda emozione, ma anche con un forte senso di responsabilità istituzionale, che prendo la parola oggi in questo luogo dove sono cresciuto e mi sono formato – ha esordito Santangelo -. Ringrazio i colleghi della commissione per aver dato forza con la loro presenza a questa iniziativa e tutte le forze dell’ordine e le istituzioni per il pieno supporto. Abbiamo scelto una giornata particolare, il 43esimo anniversario dal barbaro omicidio di Franco Imposimato, un sindacalista, un lavoratore, un nostro concittadino che la criminalità ha deciso di punire con la vita per le inchieste che stava conducendo il fratello. Franco amava il suo lavoro e la sua terra. Avrebbe potuto avere la scorta per i pericoli che correva. L’ha rifiutata. Non credeva che la barbarie umana potesse arrivare a tanto. Fu trucidato da una spietata e vile vendetta trasversale. La sua colpa? Essere un presidio di dignità e di onestà. Sono passati 43 anni ma ricordo come se fosse ieri quel terribile giorno. Franco Imposimato era un amico di mio padre».  Santangelo ha quindi chiesto a tutta la platea di alzarsi in piedi per un lungo applauso alla memoria di Franco e Ferdinando Imposimato, alla presenza commossa del figlio Filiberto Imposimato, che ha raccolto l’eredità morale del padre insieme al fratello Giuseppe. 

«Questo non è un semplice complesso di aule: questo è un luogo dove la dignità umana e l'istruzione sono state usate, fin dal secondo dopoguerra, come l'argine più potente contro la marginalità sociale. E la marginalità sociale, lo sappiamo bene, è il terreno fertile su cui la criminalità organizzata tenta di costruire il proprio consenso – ha aggiunto il Presidente -. Oggi la Commissione Anticamorra compie un passo storico: esce dai palazzi istituzionali. Lo Stato deve presidiare le strade, deve abitare i territori e deve saper guardare negli occhi le proprie comunità».  Uno dei momenti più intensi e toccanti della manifestazione si è vissuto presso l’Istituto Comprensivo “Franco Imposimato”.  Qui, insieme alle alunne e agli alunni, ai docenti e alla dirigenza scolastica, e con il fondamentale supporto del Reparto Carabinieri Biodiversità, che il Presidente Santangelo ha voluto ringraziare pubblicamente, si è proceduto alla messa a dimora della “Talea di Falcone”, l’alberello generato dal celebre Ficus di via Notarbartolo a Palermo, davanti all’abitazione del giudice Giovanni Falcone.  Un gesto dal valore altissimo, che segna l’avvio ufficiale del “Bosco diffuso della legalità” in Campania. Subito dopo la piantumazione, si è proceduto all’accensione della fiaccola della legalità, portata dagli studenti, simbolo della luce che non si spegne e che passa di mano in mano.  «Grazie alla dirigente Lombardi e a tutti gli studenti che si sono esibiti in un momento musicale di altissima qualità considerata l’età dei bambini. Abbiamo scelto questa espressione – Memoria viva – perché rifiutiamo l'idea che il ricordo delle vittime innocenti di camorra sia un esercizio statico o una sterile celebrazione annuale. La memoria o è viva, o non è. E per essere viva deve trasformarsi in azione quotidiana – ha concluso Santangelo -. Ricordare Franco Imposimato davanti a centinaia di giovani significa lanciare un messaggio chiaro: la camorra anche con la violenza, non può uccidere voci libere, la cultura, la legalità»".