Laboratorio Open: "Il piano provinciale conferma: Caserta non può ospitare impianti di smaltimento rifiuti"






Articolo pubblicato il: 04/11/2026 18:13:43

Questo il comunicato stampa diffuso da Caserta Decide e Speranza per Caserta:

"IL PIANO PROVINCIALE CONFERMA: IL COMUNE DI CASERTA NON PUO’ OSPITARE IMPIANTI DI SMALTIMENTO RIFIUTI

Speranza per Caserta e Caserta Decide plaudono all’adozione, da parte del Presidente della Provincia, del “Piano provinciale per l’individuazione delle aree idonee e non idonee alla localizzazione degli impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti”. Un risultato importante - si legge nel comunicato - che speriamo si consolidi presto con la procedura di VAS e l’approvazione in Consiglio Provinciale, e che era atteso da molto tempo; infatti, la competenza provinciale è stabilita dal Dlgs 152/2006, e si inquadra nella cornice dalla L.R. 14/2016.

I movimenti civici, riuniti nel Laboratorio Politico OPEN, ringraziano quindi l’Ufficio di Piano, coordinato dai dirigenti Solino, Ricciardiello e Cirillo, per il corposo lavoro che conferma in maniera chiarissima quello che i diversi consiglieri comunali di SpC e Caserta Decide, negli anni passati, hanno più volte ribadito opponendosi ai vari progetti di impianti di smaltimento rifiuti (ricordiamo, tra gli altri, la “New Ecology” ed il famoso biodigestore: il territorio comunale - si legge ancora - di Caserta non è idoneo ad ospitare qualsivoglia impianto di recupero e smaltimento dei rifiuti.

“Si sapeva – commenta Francesco Apperti, coordinatore di SpC - in realtà, da molto prima, dal lontano 1995, quando l’allora Sindaco Bulzoni e l’assessore all’ambiente Messina chiesero un parere tecnico al Prefetto delegato per l’emergenza rifiuti, che diede lo stesso esito; negli ultimi trent’anni le matrici ambientali del territorio casertano - si legge ancora -  non possono essere che drammaticamente peggiorate”.

“Non è sindrome NIMBY – gli fa eco Sara Femiano, coordinatrice di Caserta Decide -, bensì constatazione oggettiva del fatto che un territorio così fortemente compromesso e ferito, non può sopportare ulteriori attività insalubri”. Tutto ciò, sebbene come già detto il Piano è adottato ma non ancora definitivamente approvato, non potrà - si legge ancora - non essere tenuto in conto nel prosieguo della conferenza dei servizi per l’ex cava Iuliano dove, ricordiamo, è in discussione la proposta di realizzare lì un impianto di recupero di rifiuti speciali non pericolosi".