Libera contro le mafie e Comitato don Peppe Diana: "No al CPR a Castel Volturno nè altrove"






Articolo pubblicato il: 23/04/2026 16:24:23

Questo il comunicato stampa pervenutoci in redazione:

"Libera contro le mafie e Comitato Don Peppe Diana: “No al CPR a Castel Volturno né altrove"

Apprendiamo con profonda preoccupazione che il Ministero dell’Interno, attraverso Invitalia, ha pubblicato un bando per la realizzazione di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) a Castel Volturno. I CPR - si legge nel comunicato - rappresentano il punto più estremo di un sistema fondato sulla repressione e sulla marginalizzazione delle persone migranti, “il punto finale di politiche migratorie volte alla criminalizzazione”. Si tratta di luoghi di detenzione amministrativa in cui uomini, donne e bambini vengono privati della libertà personale - si legge ancora - non per aver commesso reati, ma unicamente per la loro condizione amministrativa.

Numerose inchieste, denunce e testimonianze da parte di associazioni, reti e alleanze hanno documentato condizioni di vita indegne e gravi violazioni dei diritti fondamentali: condizioni sanitarie inadeguate, rischi per la salute fisica e mentale, abusi e discriminazioni sistemiche, accesso limitato - prosegue il comunicato - alle cure mediche, episodi di violenza, autolesionismo e, in alcuni casi, morti che attendono ancora piena verità e giustizia. Un sistema che non solo non garantisce sicurezza, ma alimenta marginalità, sofferenza e tensioni sociali.

La stessa comunità scientifica e medica ha denunciato le condizioni di questi luoghi e delle persone: come riportato nelle ultime inchieste de Lavialibera, alcuni operatori sanitari hanno raccontato le pressioni da loro subite da parte delle autorità affinché certificassero - si legge ancora - l'idoneità delle persone straniere al trattenimento.

Non si tratta di episodi isolati, ma di un sistema strutturale che produce sofferenza, invisibilità e negazione dei diritti. In questi centri, come più volte emerso da inchieste e testimonianze, si verificano pratiche di trattenimento arbitrarie - si legge ancora - difficoltà di accesso alla tutela legale e condizioni incompatibili con il rispetto della dignità umana.

La scelta di costruire un CPR a Castel Volturno è ancora più grave perché colpisce un territorio già segnato da profonde fragilità sociali. Qui bisognerebbe investire in diritti, inclusione, lavoro e giustizia sociale e ambientale, non in nuove strutture detentive. Chiediamo l’immediata sospensione del bando per Castel Volturno, l’apertura di un confronto pubblico - prosegue il comunicato - con la cittadinanza e le realtà sociali, un cambio radicale delle politiche migratorie, fondato sul rispetto dei diritti, della dignità e della legalità costituzionale. Facendo nostre le riflessioni e i dubbi delle Parrocchie di Castel Volturno, facciamo appello a tutte le associazioni, i sindacati, gli enti del terzo settore - si legge ancora - le realtà sociali e politiche e le istituzioni affinché si mobilitino contro questo progetto. Castel Volturno non può diventare un simbolo di detenzione e abbandono. Deve essere un presidio di giustizia, accoglienza e democrazia".