Questo il comunicato stampa diffuso dall'ex Consigliere comunale di Caserta Pasquale Napoletano (FdI): "L’annuncio della Regione Campania e le recenti dichiarazioni di Roberto Fico sulla gestione diretta dei 15 milioni di euro dedicati all’ex Macrico riportano al centro del dibattito la più importante sfida di rigenerazione urbana di Caserta. Proprio per la rilevanza strategica dell’opera - si legge nel comunicato - tuttavia, il confronto politico non può fermarsi al piano degli annunci o alla rivendicazione di parte, poiché la reale portata dell’intervento impone la massima trasparenza e il rigoroso rispetto del quadro normativo vigente.
È necessario far chiarezza su un punto fondamentale di contabilità pubblica: parlare di 15 milioni annunciati o inseriti in schede di programmazione regionale non equivale a un finanziamento effettivo, erogato e cantierabile. Tra la volontà politica - si legge ancora - di destinare delle risorse e la loro reale disponibilità di spesa intercorre l'approvazione di progetti esecutivi e l'assunzione di impegni di spesa vincolanti. Confondere un'assegnazione d'indirizzo - prosegue il comunicato - con un cantiere finanziato significa generare illusioni nella cittadinanza.
La trasformazione di queste risorse in un’opera reale e fruibile richiede innanzitutto la soluzione di un preciso nodo giuridico: l’area è di proprietà dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero e l'impiego di denaro pubblico su un immobile privato necessita della preventiva definizione di un vincolo negoziale certo e duraturo - si legge ancora - come un diritto di superficie o una convenzione pluridecennale d'uso pubblico gratuito. Senza un atto formalizzato e trascritto nei registri immobiliari, l'iter finanziario rischia di bloccarsi per evidenti profili di vulnerabilità amministrativa e contabile.
A questo si aggiunge un tema di equilibrio istituzionale e di rispetto delle prerogative della nostra comunità. L'ipotesi di un’assunzione diretta di ogni fase progettuale ed esecutiva da parte dell'Ente regionale rischia di tradursi in una centralizzazione che prende atto del vuoto politico lasciato dalla disastrosa gestione della precedente - si legge ancora - amministrazione comunale, il cui fallimento amministrativo ha condotto al commissariamento dell'ente nel 2025. Tuttavia, la pianificazione del territorio appartiene alla città di Caserta: l'iter ordinario richiede l'attivazione di un Accordo di Programma ex articolo 34 del Testo Unico degli Enti Locali, con la vincolante ratifica consiliare per garantire la conformità delle scelte strategiche e la destinazione a verde pubblico.
Infine, non vanno sottovalutate le imprescindibili propedeuticità tecniche. Trattandosi di un comparto di origine militare dismesso e sottoposto a vincoli, la concreta cantierabilità dei fondi non può prescindere dal completamento del Piano di Caratterizzazione ambientale ai sensi del Codice dell'Ambiente e dall'acquisizione - si legge ancora - dei pareri di compatibilità paesaggistica e monumentale della Soprintendenza.
Caserta e i suoi cittadini meritano la restituzione di quest'area con la garanzia di un parco urbano aperto, fruibile e sicuro. Il compito di una politica responsabile è assicurare che ogni singolo euro si traduca in atti amministrativi - prosegue il comunicato - e contabili blindati, evitando che un percorso atteso da oltre vent’anni possa arrestarsi per approssimazioni procedurali o scorciatoie propagandistiche".
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