Questo il comunicato SABAP CE-BN: "MATRICE OLIVETTIANA. TERRA DI LAVORO, TRACCE DI UN PAESAGGIO OPEROSO
Dal 24 al 25 settembre la Soprintendenza, la Reggia di Caserta e il territorio di Marcianise diventano laboratorio di idee, memoria e futuro. Al centro il patrimonio industriale e il rapporto tra impresa, paesaggio e comunità
Rendere più visibili le ‘fabbriche d’autore’ di Terra di Lavoro e far riemergere dal paesaggio produttivo le tracce più significative di una possibile rigenerazione di quel territorio e della sua storia manufatturiera e industriale. È questa la sfida al centro della terza edizione del Settembre Olivettiano, in programma il 24 e 25 settembre 2026, nell’ambito del progetto “Matrice Olivettiana. Terra di Lavoro: tracce di un paesaggio operoso”. Due giornate alla Reggia di Caserta, nella sala conferenze della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento, guardando al paesaggio produttivo di Marcianise e di San Marco Evangelista, mettendo in dialogo tutela, architettura, arte, fotografia, letteratura, impresa, ambiente, formazione e comunità locali. Il progetto è promosso dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento, con F²Lab, Casa del Contemporaneo e il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, insieme alla rete partenariale territoriale. Inserito nel quadro delle azioni del Piano Olivetti per la Cultura del MiC, con il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee – Museo Madre e il patrocinio dell’Associazione Archivio Storico Olivetti, conta la direzione scientifica del Soprintendente Nuzzo e la curatela di Mariano Nuzzo, Amalia Gioia, Francesca Castanò e Maria D’Ambrosio.
Dalla memoria industriale alla costruzione del futuro
Il 24 settembre, negli spazi della nuova Sala conferenze della Soprintendenza al III piano della Reggia di Caserta, la giornata si aprirà con un momento particolarmente significativo: la cerimonia di intitolazione della Sala conferenze a Raffaello Causa (Nel 1966 Olivetti pubblicò un piccolo e prezioso volume dedicato a Sant’Angelo in Formis, con le fotografie di Georg Gerster e un testo di Raffaello Causa, realizzato in una tiratura di 3.000 copie) e la presentazione del libro della Soprintendenza “Sant’Angelo in Formis: Raffaello Causa e una nuova stagione di tutela”, nel corso delle quali prenderanno la parola il Soprintendente Mariano Nuzzo, il Prefetto di Caserta Lucia Volpe, l’Arcivescovo di Capua e Vescovo di Caserta S.E. Mons. Pietro Lagnese, Stefano Causa professore ordinario dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, Renata Picone professoressa ordinaria di Restauro, Università degli Studi di Napoli Federico II, Lucinia Speciale professoressa associata di Storia dell’Arte dell’Università del Salento, Luigi Spina fotografo, con conclusioni di Cristina Bartolini Dirigente Servizio III – Tutela del patrimonio storico, artistico e architettonico in rappresentanza della Dg Abap e del DiT e di Stefano Lanna Direttore Generale del Piano Olivetti per la Cultura MiC, alla presenza di moltissime autorità istituzionali, civili e militari; tra queste il questore Andrea Grassi, il comandante di brigata Giovanni Capasso, Direttore generale per il supporto all’attuazione dei programmi del Grande Progetto Pompei / Unità Grande Pompei, il Comandante della Compagnia Carabinieri di Caserta Giovanni Riacà, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza Caserta Cosimo de Giorgi, la comandante Reparto Biodiversità Carabinieri Marilena Scudieri, il Capo Reparto Affari Territoriali di Caserta Comter Sud Nicolangelo Caruso, il Direttore dell’Archivio di Stato di Caserta Fortunata Manzi, il sindaco di Benevento Clemente Mastella, il sindaco di Caiazzo Stefano Giaquinto, il Rettore eletto UniCampania Lucia Altucci, il procuratore aggiunto Antonio Ricci, il Direttore del Dadi Ornella Zerlenga, la coordinatrice del Dottorato di Interesse Nazionale in Design per il Made in Italy Alessandra Cirafici e la professoressa Elena Manzo. Seguirà l’apertura ufficiale del Terzo Settembre Olivettiano, con la presentazione delle giornate affidata a Mariano Nuzzo e il coinvolgimento del sistema partenariale, del mondo della ricerca, dell’impresa e delle istituzioni territoriali e accademiche. La giornata sarà aperta da un intervento dedicato al Piano Olivetti per la Cultura del MiC, affidato al Direttore Generale Stefano Lanna. La prima sessione, “semInAria / visioni e innesti”, accenderà i riflettori sul patrimonio industriale di Terra di Lavoro e, in particolare, sull’ex Olivetti di Marcianise, affrontando i temi della memoria industriale, dell’abbandono, delle pratiche di tutela e della pedagogia del paesaggio con Maria D’Ambrosio, Francesca Castanò, Massimo Moschini (Laminazione Sottile), il sindaco di Marcianise Maria Luigia Iodice, la presidente della Commissione straordinaria di Caserta Antonella Scolamiero, la presidente del Consorzio Asi Caserta Marianna Dell’Aprovitola, i direttori UniCampania Ornella Zerlenga e Giulio Sodano, il dirigente ISIS Ferraris-Buccini Domenico Caroprese, il presidente dell’Unione industriali Luigi Della Gatta, la presidente dell’Ordine degli architetti Valeria Civitillo, la responsabile dell’Ufficio Architettura Moderna Amalia Gioia e il funzionario storico dell’arte Sara Miele. Nel pomeriggio la riflessione si allargherà agli “Immaginari letterari e poetici del fabbricare”, tra poesia operaia e Olivetti editore, con il professore Ciro Perna, Antonella Cristiani (Cronopio), Francesco Cascino, Francesco De Biase, Alma Gentinetta e Maurizio Grandi, per vedere poi aprirsi con i curatori e alcuni degli autori un confronto sul volume ‘Essere Ibridi’ e sulla visione di politiche intersettoriali che esso propone. La giornata si concluderà con la proiezione e il talk dedicati a “Olivetti umano costrutto”: video di Paola Risoli, (costruito su scatti alle macchine Divisumma 24, Audit 513, Programma 101, e alle Officine ICO, all’Unità Residenziale Ovest, architetture di Ivrea, città industriale del XX secolo Patrimonio UNESCO), l’opera è acquisita dalla Città di Ivrea, e installata in forma permanente presso il Visitor Centre di Ivrea. Gli interventi conclusivi degli Assessori Regionali Andrea Morniroli e Onofrio Giustino Angelo “Ninni” Cutaia.
Il territorio entra nel progetto
Il 25 settembre il Settembre Olivettiano è focalizzato direttamente sul paesaggio produttivo. Dopo l’introduzione del Soprintendente Mariano Nuzzo e i saluti del presidente Cesaf Maestri del lavoro Mauro Nemesio Rossi, la sessione “Corpi di fabbrica. Presentazione delle esplorazioni e innesti nel paesaggio produttivo” presenterà i risultati delle esplorazioni condotte dagli artisti Luigi Spina, Francesco Rinaldi, Mario Laporta, Paola Risoli, Lello Lopez, Miriam Marafioti, Luigi Filadoro, Emanuele Pacini, Noemi Saltalamacchia, Antonella Romano e Simone Piva, insieme ai docenti coinvolti e ai gruppi delle comunità territoriali incontrate (Francesca Castanò, Maria D’Ambrosio, Giuseppe Guida e Francesco Careri). Non si tratta, dunque, soltanto di osservare le architetture industriali, ma di entrare nei luoghi, ascoltarne le storie, raccogliere memorie e immaginare nuove possibilità. Insieme ai primi appunti visivi dei fotografi coinvolti, saranno presentate e discusse anche le idee progettuali del “farsi opera”, emerse dalle esplorazioni del gruppo degli artisti e degli studiosi di Università e Accademia e condivise con la comunità dell’ISIS Ferraris Buccini di Marcianise e quella dell’Academy di Laminazione Sottile Group a San Marco Evangelista. Una Scuola e una Fabbrica con la sua Academy sono due delle realtà attivate per il Settembre Olivettiano per un lavoro che proseguirà nei prossimi mesi per lavorare sulle idee e i prototipi discussi e realizzare gli ‘innesti’ prefigurati come opere di Arte Pubblica.
Nel pomeriggio del 25 settembre l’appuntamento è al viale Fratelli Kennedy di Marcianise per condividere un primo attraversamento pubblico e partecipato dell’area industriale e tracciare un nuovo itinerario possibile che unisce l’ex Siemens con l’ex Kodak (ora ST Microelectronics) e l’ex Olivetti. Un’esperienza curata da Maria D’Ambrosio (F2Lab e UNISOB) e Francesco Careri (Roma 3) che sceglie di unire l’area urbana con quella produttiva e industriale e di iniziare a costruire nuova consapevolezza per guardare al paesaggio nel suo complesso come patrimonio di cui sentirsi eredi e parte viva, attiva.
Il Soprintendente Mariano Nuzzo ha dichiarato: “Il Settembre Olivettiano nasce dalla volontà di guardare al patrimonio non come a qualcosa di immobile, ma come a una materia viva, capace di generare nuove relazioni, conoscenza e futuro. Quest’anno compiamo un passo ulteriore: dalla riflessione sull’eredità olivettiana passiamo all’esplorazione concreta del paesaggio produttivo di Terra di Lavoro, entrando nei luoghi, incontrando le comunità e mettendo in dialogo tutela, ricerca, arte e impresa. Le fabbriche, le architetture, le memorie del lavoro e i paesaggi che hanno costruito l’identità di questi territori rappresentano un patrimonio ancora tutto da leggere e, soprattutto, da riattivare. È questa la direzione che abbiamo scelto: fare della cultura uno strumento di conoscenza e di trasformazione, capace di restituire significato ai luoghi e di coinvolgere le comunità nella costruzione del loro futuro. Il Piano Olivetti per la Cultura ci offre in questo senso una cornice preziosa: quella di una cultura intesa come infrastruttura civile, capace di connettere patrimonio, persone, formazione, creatività e sviluppo. Il Terzo Settembre Olivettiano vuole essere esattamente questo: un laboratorio aperto, nel quale Terra di Lavoro possa riconoscere le proprie tracce e, a partire da esse, immaginare nuove forme di futuro”. Una traiettoria ribadita dalle altre due curatrici, Francesca Castanò, docente dell’Università Vanvitelli e studiosa di ‘fabbriche d’autore, e Maria D’Ambrosio, docente dell’Università Suor Orsola Benincasa e presidente di F2Lab che da dieci anni promuove azioni di valorizzazione proprio nel territorio industriale di Marcianise, dove è stato attivo lo spazio ‘exNovo_Marcianise city Lab’ insediato in una delle aziende di quel comprensorio industriale. “Oggi – dicono – raccogliamo altri frutti e proseguiamo nel lavoro che condividiamo con un ampio gruppo di artisti e studiosi come Giuseppe Guida, Ciro Perna, Federica Cifariello, Francesco Careri, Antonella Cristiani, guidati dalla visione che abbraccia la tradizione borbonica e olivettiana e unisce alla qualità dei prodotti (le sete, le porcellane, le macchine da calcolo e da scrivere) anche l’attenzione per la qualità delle architetture destinate alla produzione e del paesaggio nel suo insieme”. “Le camminate – dice Francesco Careri, docente di Roma 3 e fondatore di Stalker Osservatorio Nomade – sono proprio quel dispositivo che vogliamo utilizzare come pratica ed esperienza civica che insieme all’arte attiverà una partecipazione collettiva necessaria a riscrivere il rapporto che ciascuno impara a tessere coi posti nei quali vive”.
Un laboratorio aperto sul paesaggio
Su input del Soprintendente Mariano Nuzzo e della Responsabile dell’Area funzionale “Promozione, Educazione e Ricerca” Mariangela Mingione, la due giorni è stata inserita nel “Catalogo dei Corsi 2026”, in collaborazione con la DG-RUO, per la formazione del personale del Ministero della Cultura come da Direttiva Zangrillo, coniugando così la dimensione formativa rivolta agli interni con l’apertura al pubblico e agli addetti ai lavori, prevedendo inoltre un servizio di interpretariato in lingua dei segni in presenza (Circolare n. 50 del 23 ottobre 2025 della Dg-RUO).
“Matrice Olivettiana. Terra di Lavoro, tracce di un paesaggio operoso” si sviluppa quindi come un percorso nel quale il patrimonio industriale viene osservato da prospettive differenti: dalla ricerca alla fotografia, dalla progettazione alla performance, dalla memoria alla partecipazione. È un invito, in definitiva, a riattraversare Terra di Lavoro, riconoscendo nelle sue fabbriche, nei suoi paesaggi e nelle sue comunità non soltanto le tracce di ciò che è stato, ma anche i segni di ciò che può ancora diventare.
Il progetto è sostenuto da Il Museo Rigenera – Ed. Fotografia, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.".
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