Questo il comunciato stampa diffuso dall'Asl Caserta: "Un dipinto come testimonianza di riconoscenza verso l’équipe di Ginecologia e Ostetricia e di Sala Operatoria del Presidio Ospedaliero di Marcianise. Un gesto che racconta il valore della competenza professionale - si legge nel comunicato - dell'umanità e dell'accoglienza nella sanità pubblica.
Ci sono gesti che, più delle parole, riescono a esprimere il significato profondo del rapporto di fiducia che si instaura tra chi cura e chi viene curato. È quanto accaduto presso il Presidio Ospedaliero di Marcianise, dove una pittrice di origine afghana - si legge ancora - la signora H.P., ha voluto testimoniare la propria gratitudine ai professionisti sanitari che l'hanno assistita nel corso di diversi percorsi di cura, conclusisi positivamente, tra cui quello che l'ha accompagnata alla nascita del suo bambino.
La donna, sostenuta durante questi momenti dalla presenza attenta e discreta del marito, ha trovato nelle équipe dell'Unità Operativa Complessa di Ginecologia e Ostetricia, diretta dal dott. Francesco Forleo, e dell'Unità Operativa Complessa di Sala Operatoria - si legge ancora - diretta dal dott. Luigi Nuzzolillo, non soltanto competenza e professionalità, ma anche quella sensibilità e attenzione alla persona che rappresentano una componente essenziale dell'assistenza sanitaria.
Per esprimere la propria riconoscenza, l'artista ha scelto il linguaggio che le è più familiare: quello della pittura. Ha così donato ai due reparti una sua opera raffigurante una donna in abiti tradizionali, immersa in un paesaggio verde e sereno. Un dipinto dai colori intensi, evocativo delle sue radici culturali e, al tempo stesso, portatore di un messaggio universale di pace - si legge ancora - speranza e gratitudine.
Il dipinto troverà ora una collocazione permanente all'interno dell'Unità Operativa di Ginecologia ed Ostetricia arricchendo il reparto con un messaggio di speranza e resilienza, ricordando a ogni paziente e operatore sanitario che la cura della vita è un linguaggio universale che supera ogni confine geografico. Una vicenda che restituisce un'immagine significativa della sanità pubblica: quella di una comunità - si legge ancora - di professionisti nella quale la competenza scientifica e tecnica si accompagna al rispetto della dignità della persona, indipendentemente dalla sua provenienza, dalla sua cultura o dalla sua storia. Perché curare significa anche saper accogliere, e talvolta un semplice gesto di gratitudine riesce a raccontarlo meglio di mille parole".
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