Questo il comunicato inviatoci in redazione: "Pineta Grande, FP CGIL Campania contro la chiusura del Pronto Soccorso
Sono circa 70mila le volte l'anno in cui qualcuno varca le porte del Pronto Soccorso del Pineta Grande Hospital di Castel Volturno. Numeri importanti che dal 1° gennaio 2027, potrebbero azzerarsi visto che la prospettiva è quella di non avere più un Pronto Soccorso sul litorale domizio. La FP CGIL Campania esprime profonda e radicale preoccupazione per l'annunciata chiusura del Pronto Soccorso e delle attività della struttura. Ci si trova di fronte all'ennesimo, inaccettabile cortocircuito di un sistema che scarica le tensioni economico-gestionali della sanità privata accreditata sull'anello più debole della catena, vale a dire i lavoratori e i cittadini di un territorio già socialmente ed economicamente fragile. La posizione della FP CGIL è da sempre limpida e coerente: il diritto alla salute, sancito dall'articolo 32 della Costituzione, e i servizi di emergenza-urgenza non possono essere ostaggio di dinamiche commerciali, sforamenti di budget o contrattazioni al ribasso. Il Pronto Soccorso di Castel Volturno garantisce circa 70.000 accessi l'anno ed è un presidio salvavita insostituibile per una comunità vastissima. Smantellarlo significherebbe condannare un intero territorio alla desertificazione sanitaria e sovraccaricare in modo drammatico le strutture pubbliche vicine, già in affanno. Allo stesso tempo, la FP CGIL Campania non può accettare la narrazione di una crisi improvvisa o riconducibile esclusivamente ai tetti di spesa fissati dalla Regione. Una lettura attenta dei bilanci della Pineta Grande S.p.A. restituisce un quadro ben più complesso, segnato da perdite gestionali crescenti e da uno squilibrio negli investimenti. Le questioni normative legate alle prestazioni indifferibili erogate oltre il budget, un contenzioso che la proprietà quantifica in circa 39 milioni di euro, non possono diventare il pretesto per minacciare la serrata né per utilizzare il personale come scudo umano in una trattativa di forza con l'istituzione pubblica. Le scelte strategiche e di investimento sbagliate di una governance privata non possono essere ripianate sacrificando i diritti dei lavoratori o la sicurezza dei cittadini.
Dietro i numeri del Pineta Grande vi sono oltre 850 dipendenti, tra medici, infermieri, operatori socio-sanitari e tecnici, che ogni giorno sopportano carichi di lavoro logoranti all'interno di un comparto, quello della sanità privata accreditata, che sconta ancora troppe disparità di tutele e di salari rispetto al settore pubblico. Per questo la FP CGIL Campania dichiara fin da ora che non sarà tollerata alcuna procedura di licenziamento, di cassa integrazione o di riduzione salariale. Lavoratrici e lavoratori, considerati eroi durante le emergenze e trattati come pedine di scambio nei tavoli di bilancio, vanno tutelati senza se e senza ma. Le prestazioni in accreditamento oggi acquistate dal Pineta Grande Hospital sono necessarie al Servizio Sanitario Regionale e, in ultima analisi, ipotesi che l'organizzazione sindacale in ogni caso scongiura, potrebbero essere assegnate con il medesimo strumento ad altre aziende del settore, garantendo la continuità del servizio e dei livelli occupazionali. Alle istituzioni competenti la FP CGIL Campania chiede un intervento immediato e risolutivo. Sollecita anzitutto la giunta regionale, guidata dal Presidente, a convocare con urgenza un tavolo di crisi con la proprietà del Pineta Grande e con le parti sociali, per fare piena chiarezza sulla reale tenuta finanziaria della struttura. Ribadisce poi che i servizi di Pronto Soccorso e di emergenza-urgenza, per loro natura, non possono essere assoggettati a logiche commerciali di tetti di spesa: è necessaria una riforma dei criteri di accreditamento che leghi i finanziamenti alla reale natura pubblica del servizio erogato. Qualora, infine, la gestione privata si dimostrasse strutturalmente incapace di assicurare la continuità dei servizi essenziali senza ricattare il territorio, la Regione dovrà valutare percorsi straordinari di internalizzazione o forme di forte controllo pubblico dei servizi di emergenza del presidio. La FP CGIL Campania è pronta alla mobilitazione al fianco dei lavoratori e delle comunità locali. La salute non si chiude, il lavoro non si tocca".
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