Articolo pubblicato il: 14/05/2026 16:34:57
Questo il comunicato stampa diffuso dalla Reggia di Caserta: "Il 30 maggio 2026 alla Reggia di Caserta inaugura la mostra “Archetipi” di Antonio Biasiucci, a cura di Tiziana Maffei (in foto ndr) con l’organizzazione di Valeria Di Fratta e Paola Servillo. L’esposizione - si legge nel comunicato - è stata realizzata e prodotta dal Museo Reggia di Caserta in collaborazione con Gallerie d’Italia - Intesa Sanpaolo e Opera Laboratori. Circa 300 fotografie e installazioni offrono una riflessione sui legami tra uomo, natura e memoria, trasformando elementi della realtà in archetipi universali. Il racconto visivo è indagato dallo sguardo poetico dell’artista - si legge ancora - uno dei più originali interpreti dello scenario contemporaneo italiano.
L’esposizione si inserisce nel percorso che la Reggia di Caserta, Istituto autonomo del Ministero della Cultura, dedica al linguaggio della fotografia come strumento di conoscenza e di formazione dello sguardo. Con "Visioni", affidato a Luciano Romano e Luciano D’Inverno - si legge ancora - il Museo ha invitato a superare la realtà immediata per immaginarne nuovi scenari e ulteriori possibilità di lettura. Con "Prospettive", di Massimo Listri, lo sguardo è stato guidato a riconoscere, attraverso allineamenti, geometrie e inquadrature, l’armonia e l’ordine dello spazio. Oggi con "Archetipi" di Antonio Biasiucci si vuole condurre l'occhio del pubblico nella profondità della materia e della memoria, trasformando l’esperienza individuale - prosegue il comunicato - in valore umano universale e condiviso.
La collaborazione con Gallerie d’Italia - Intesa Sanpaolo conferma l'attenzione della Reggia di Caserta per le sinergie con istituzioni italiane e straniere. I progetti del Museo, come avvenuto per la mostra "Regine. Trame di cultura e diplomazia tra Napoli e l'Europa", valicano le mura del Palazzo reale per realizzare importanti partnership con consolidate realtà - si legge ancora - del panorama culturale nazionale ed europeo. Il sito UNESCO è oggi, più che mai, una fucina internazionale.
L'esposizione "Archetipi" restituisce alla fotografia la sua funzione più intima: essere mezzo di significazione. Biasiucci, nelle sale della Gran Galleria, ricostruisce con le sue opere un percorso, durato anni, di emersione e rivelazione. Gli antichi corpi delle vacche - si legge ancora - il pane, il latte, i vulcani, i riti, la fede - tutti elementi fortemente radicati nel territorio campano - diventano frammenti di un racconto leggibile in ogni luogo e tempo.
L'artista insegue l'ideale di ricomporre un alfabeto dell'umanità partendo da alcuni suoi elementi, inizialmente fortemente connotati dal loro contesto di riferimento, che vengono trasformati in fondamenti transculturali, atemporali e atopici: così il pane diventa meteorite, la mozzarella cosmo, il vulcano creazione, l'uccisione di un animale mitologia. Egli attua - si legge ancora - un processo di scarnificazione, tramite una riduzione all'essenziale del soggetto, permettendo alla sua sostanza intrinseca di affiorare e di comunicare in modo trasversale.
Il percorso espositivo ha inizio nella Cappella palatina del Palazzo reale. La grande navata a pianta rettangolare, i marmi policromi del pavimento, il soffitto rivestito d’oro e le fastose decorazioni disegnate da Vanvitelli accolgono le immagini di 27 ex voto. Gli oggetti offerti in dono - si legge ancora - dai fedeli sono presenze enigmatiche e misteriose, protagonisti di una sorta di teatro dell'assurdo.
Ventiquattro le tematiche lungo le quali si sviluppa la mostra, attraverso immagini singole, polittici e installazioni tra le quali "Corpo latteo", spazio immersivo e multidimensionale che offre un cammino nel cosmo che ruota incessante, senza un punto di inizio e di fine. L'esposizione si arricchisce - prosegue il comunicato - di dispositivi site-specific, come "Molti" che trae origine dalle immagini, realizzate nel Museo di Antropologia di Napoli, dei calchi facciali ripresi dall’antropologo Lidio Cipriani negli anni Trenta in alcuni paesi del Nordafrica. Il senso dei due monoliti nella Gran Galleria viene rivelato dai numeri disegnati da Mimmo Paladino che accompagnano le foto di Biasiucci: i migranti - si legge ancora - scomparsi in mare perdono la loro identità per diventare aride cifre.
La mostra offre, poi, un viaggio viscerale nel cuore della Real Sito di San Leucio nella ricorrenza dei 250 anni dalla fondazione della Colonia. I telai, gli ingranaggi metallici e i rocchetti del torcitoio abbandonano la loro natura meccanica per diventare protagonisti di una narrazione sospesa. Il lavoro di Biasiucci si concentra sulla materia, facendo riaffiorare - si legge ancora - i volti delle donne e gli strumenti del lavoro serico come tracce di un'identità mai perduta.
"Archetipi" è anche il titolo del volume dedicato ad Antonio Biasiucci edito da Allemandi. L'esposizione nella Gran Galleria della Reggia di Caserta - si legge ancora - sarà aperta al pubblico dal 31 maggio al 30 novembre. Sponsor Fondazione Orizzonti e Totem Digitali srl".