Università. Ventiduenne casertana è la più giovane laureata della 'Cattolica' di Milano






Articolo pubblicato il: 16/07/2026 16:41:19

Questo il comunicato stampa pervenutoci in redazione: 

"VENTIDUE ANNI, CASERTANA, È LA PIÙ GIOVANE LAUREATA DELL’UNIVERSITÀ CATTOLICA DI MILANO: TESI SPERIMENTALE IN ECONOMIA E MANAGEMENT PER L’IMPRESA SULL'IMPATTO DELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE NEL SETTORE DEL LUSSO

Si chiama Ines Scotto di Santolo, ha ventidue anni - si legge nel comunicato - ed ha conseguito con il massimo dei voti, 110 e lode, la laurea magistrale in Management per l'Impresa presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, distinguendosi per la precocità e la brillantezza del suo percorso accademico quinquennale. Un traguardo che conferma il primato già raggiunto con la laurea triennale, conseguita a soli vent'anni. La giovane ha discusso una brillante tesi sperimentale, dedicata all'impatto dell'intelligenza artificiale nel settore dell'alta gioielleria e dell'orologeria, analizzando come le tecnologie emergenti stiano ridefinendo le strategie aziendali, l'esperienza del cliente e i processi di innovazione dei marchi del lusso.

Lo studio ha affrontato - si legge ancora nel comunicato - una delle questioni più attuali: in che modo una tecnologia digitale può integrarsi in un settore che fonda la propria identità sulla tradizione, sull'artigianalità e sul savoir-faire? L'alta gamma vive infatti di gesti tramandati nel tempo, di sensibilità estetica e di manualità, elementi che rappresentano un patrimonio culturale e professionale di straordinario valore. «La ricerca – spiega Ines Scotto di Santolo – ha evidenziato la necessità di preservare il savoir-faire dei maestri artigiani, affinché l'introduzione delle nuove tecnologie non determini una progressiva perdita delle competenze umane che rendono il lusso autentico e inimitabile.»

Secondo la giovane laureata, l'intelligenza artificiale - prosegue il comunicato - può rappresentare un reale valore aggiunto solo se concepita come uno strumento al servizio della persona e non come un suo sostituto. La vera sfida, in altre parole, non consiste nell'automatizzare ciò che rende unico il settore, ma nell'integrare la tecnologia in modo intelligente, rafforzando il contributo umano e liberando tempo da dedicare agli aspetti più distintivi del lusso: la relazione con il cliente, l'ascolto, la consulenza e la capacità di creare esperienze esclusive. «Un'intelligenza artificiale progettata per affiancare il lavoro delle persone – conclude – può diventare un prezioso alleato, capace di coniugare innovazione e tradizione, custodendo il patrimonio di competenze dei maestri artigiani e accompagnando il settore verso un futuro in cui progresso tecnologico ed eccellenza umana crescano insieme, senza che l'uno impoverisca l'altra»".