A Santa Maria Capua Vetere in scena 'Casa di Bambola'






Articolo pubblicato il: 15/04/2026 18:51:14

Questo il comunicato stampa pervenutoci in redazione:

"Daria D’Amore firma un’ originale e viscerale Casa di Bambola negli spazi di Henna - Teatro e Arte.

Cosa sei disposto a fare per non perdere ciò che hai? Cosa succede quando il desiderio di mantenere il proprio status sociale diventa più forte della verità? È da questo interrogativo che nasce la nuova produzione di Henna - Teatro e Arte, una rilettura - si legge nel comunicato - di Casa di Bambola che promette di scuotere le fondamenta del classico ibseniano.

Casa di Bambola porta in scena una visione cruda e necessaria dei rapporti, dove il dramma dell'emancipazione lascia il posto a un’analisi profonda dell'analfabetismo emotivo che avvelena le nostre relazioni. Lo spettacolo, che vedrà protagonisti Chiara Di Bernardo - si legge ancora - e Franco Nappi, debutterà sabato18 aprile alle ore 20:00 con replica domenica19 aprile alle ore 19:00.

In questa versione, Nora e Torvald Helmer non sono semplici coniugi, ma attori di un cliché borghese che tutti conosciamo: lui impegnato a costruire una carriera di successi, lei mesta e assecondante per garantirsi - prosegue il comunicato - una vita agiata. Eppure, dietro i giochi, le coccole e le finte risate, il vuoto è assoluto. L'amore è un'altra cosa, non è la messinscena sociale che il mondo ci impone, ma è comunicazione, sincerità e il coraggio di guardarsi davvero negli occhi.

Henna racconta un'operazione profonda sotto il tappeto delle apparenze domestiche. Ci ricorda che dietro ogni "famiglia perfetta" può celarsi un labirinto di solitudini, e che l'unico modo per conoscere realmente l'amore è, prima di tutto - si legge ancora -  avere il coraggio della propria solitudine. Daria D’Amore (Regia) e Chiara Di Bernardo (Attrice) sono socie co-fondatrici, insieme a Luca Mauro, della nuova realtà artistica presente sul territorio sammaritano, che sfugge alle etichette rigide del teatro istituzionale e mescola l’arte - si legge ancora - alla formazione e alla ricerca".