Questa la nota della Diocesi di Aversa: "Quinta Domenica di Pasqua 2026, il Commento di Mons. Angelo Spinillo
“Gesù giudica più grande delle sue stesse opere il vivere in quella carità che è attenzione, sostegno, capacità di partecipare al suo stesso sacrificio: siamo le pietre vive del suo edificio spirituale”
La Pasqua - si legge - è la risurrezione del Cristo e, con Lui, la risurrezione dell'umanità. È una vita nuova, ci dice mons. Angelo Spinillo nello spezzare la parola della quinta domenica del tempo di Pasqua, una vita “tutta orientata alla volontà di Dio”, ed è un'umanità nuova che vive “rapporti di fraternità, in cui davvero vige la parola condivisione”.
Una novità di vita che, prosegue il vescovo di Aversa, “si apre alla realtà della Chiesa”. Nel brano degli Atti degli Apostoli che leggiamo domenica 3 maggio 2026, apprendiamo infatti come questa comunità si vada strutturando: “ci sono gli Apostoli, a cui è dato il compito dell'annunzio del Vangelo e della preghiera, e i Diaconi, a cui è data invece la missione di poter essere servitori della carità, che consiste in quella fraternità per cui si è attenti alla vita degli altri”. L'Apostolo Pietro ce lo spiega bene - prosegue - nella Seconda Lettura, parlandoci dell'edificio spirituale, “fatto di pietre viventi che ha Cristo come pietra angolare: su di Lui si fonda la casa comune, la casa in cui il popolo di Dio si raccoglie e celebra la ricchezza della carità del Signore”.
E nel Vangelo, ancora Gesù ci annuncia tutto questo quando ci dice: ‘chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi’. “È un annuncio sconvolgente, ma la storia della Chiesa ce lo ha dimostrato attraverso la carità dei Santi: Gesù giudica più grande delle sue stesse opere il vivere in quella carità che è attenzione, sostegno, capacità di partecipare al suo stesso sacrificio e di essere con Lui pienamente obbedienti - e quindi pienamente uniti - a Dio Padre”.
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