Caserta. Planetario chiuso. Napoletano (FdI) : "La cultura non sia ostaggio delle crisi gestionali"






Articolo pubblicato il: 24/10/2026 18:03:07

Questo il comunicato stampa pervenutoci in redazione: 

“IL PLANETARIO DI CASERTA LA CULTURA NON PUÒ ESSERE OSTAGGIO DELLE CRISI GESTIONALI. SERVE UNA DECISIONE, NON UN’ALTRA ATTESA

Ci sono vicende che non riguardano soltanto il destino di una struttura - si legge nel comunicato -  ma rivelano il modo in cui una comunità concepisce il proprio futuro. Quella del Planetario di Caserta è una di queste.

La notizia della sostanziale interruzione delle attività e delle più recenti disposizioni che impedirebbero persino l’accesso agli strumenti necessari - prosegue il comunicato - per gestire i rapporti con l’utenza impone una presa di posizione netta. Non siamo di fronte a una semplice difficoltà organizzativa: siamo davanti al rischio che un presidio di divulgazione scientifica, frequentato dalle scuole e dalle famiglie, venga progressivamente espulso dalla vita culturale della città.

La sicurezza deve essere garantita, le responsabilità accertate e gli obblighi contrattuali rispettati. Ma nessuna di queste esigenze può diventare - si legge ancora - il pretesto per lasciare il Planetario senza una prospettiva. La tutela della legalità amministrativa e la continuità di un servizio pubblico non sono obiettivi contrapposti: è compito delle istituzioni trovare il modo di perseguirli entrambi.

Per questo ho ritenuto di sottoporre formalmente la questione all’attenzione dei Commissari Straordinari, chiedendo un intervento urgente e una valutazione concreta delle soluzioni disponibili.

La strada, a mio avviso - si legge nel comunicato - deve essere chiara: verificare immediatamente le condizioni per la ripresa in sicurezza, fissare una tempistica certa e accertare se l’attuale assetto gestionale sia ancora in grado di garantire il servizio. Qualora emergessero i presupposti previsti dalla legge - si legge ancora - e dal rapporto contrattuale, occorrerà valutare senza esitazioni una diversa modalità di gestione, capace di assicurare continuità, competenza e affidabilità. Se necessario, si dovranno esaminare anche gli strumenti giuridici che consentano di intervenire con urgenza, senza derogare alle garanzie dovute.

Non basta riaprire una porta. Bisogna restituire al Planetario una prospettiva.La vicenda dovrebbe indurre, inoltre, a una riflessione più ampia - prosegue il comunicato -  le strutture culturali pubbliche non possono essere considerate semplici spazi da affidare e poi amministrare per inerzia. Hanno bisogno di obiettivi verificabili - si legge ancora - responsabilità definite, professionalità adeguate e una programmazione capace di valorizzarne il potenziale educativo e scientifico. 

Le competenze maturate sul campo vanno tutelate e, quando possibile, messe a sistema; il rapporto con le scuole deve essere ricostruito e rafforzato - prosegue il comunicato - la programmazione delle attività deve tornare a offrire certezze a chi sceglie Caserta come destinazione culturale.

Il punto è questo: una città non perde valore soltanto quando scompare un monumento. Lo perde anche quando rinuncia a far vivere - si legge ancora - le istituzioni culturali che possiede.Caserta non ha bisogno di assistere all’ennesimo confronto sulle responsabilità mentre il tempo passa e il servizio resta fermo. Ha bisogno di una decisione amministrativa fondata, di una soluzione sostenibile e di un cronoprogramma che consenta di verificare i risultati.

Non intendo alimentare polemiche né anticipare giudizi che spettano agli organi competenti. Intendo richiamare l’attenzione - prosegue il comunicato - su una responsabilità precisa: impedire che una difficoltà gestionale produca un danno culturale e collettivo più grande della difficoltà stessa.

Il Planetario deve tornare a essere un luogo in cui i ragazzi imparano a guardare lontano. Sarebbe paradossale che proprio la città - prosegue il comunicato -  che ospita questa struttura dimostrasse di non riuscire a guardare oltre l’emergenza del momento.La cultura non è un ornamento dell’amministrazione pubblica. È una misura della sua capacità di investire sul futuro. Avv. Pasquale Napoletano. Già Capogruppo Consiliare FdI del Comune di Caserta”.