Caiazzo. Torna l'iniziativa 'Una luce per i nostri cari'






Articolo pubblicato il: 26/10/2026 11:41:13

Questo il comunicato stampa diffuso dal Comune di Caiazzo: "Ci sono luci che non servono soltanto a illuminare il buio, ma a tenere vivo un ricordo, ad accorciare una distanza, a farci sentire ancora vicini a chi non c’è più. Anche quest’anno, in occasione delle giornate del 1° e 2 novembre, l’Amministrazione comunale ripropone - si legge nel comunicato -  l’iniziativa “Una luce per i nostri cari”, con l’installazione di una luce per ogni loculo del nostro cimitero.

È un gesto semplice, ma dal significato profondo. Quante volte, passeggiando tra i viali del cimitero, ci capita di incontrare una lapide al buio, magari perché non ci sono più familiari che possano portare un fiore o accendere un lumino. Dietro - si legge ancora -  ogni nome inciso su quella pietra c’è stata una vita, una storia, una famiglia, un affetto che merita di non essere dimenticato.

Con questa iniziativa vogliamo che nessuna memoria resti al buio e che ogni luogo di riposo sia illuminato da un segno di rispetto, di dignità e di amore. Lo facciamo pensando a tutti, senza distinzioni, perché il ricordo non può essere un privilegio - si legge ancora - e la dignità dei nostri defunti deve essere uguale per ciascuno.

Come ci insegna il grande Totò nella sua immortale poesia ’A livella, davanti alla morte ogni differenza perde significato. Ciò che resta è la nostra umanità, il valore delle persone e il ricordo che lasciano nei cuori di chi le ha conosciute. Da Sindaco - prosegue il comunicato - insieme a tutta l’Amministrazione comunale, credo che anche attraverso piccoli gesti come questo un Comune possa dimostrare la propria vicinanza alla comunità, custodendone le tradizioni e rispettando la memoria di chi ne ha fatto parte.

In queste giornate di raccoglimento, quella luce sarà per tutti: per chi ha accanto una famiglia che lo ricorda e per chi, forse, non ha più nessuno che possa farlo. Perché nessuno è davvero dimenticato se una comunità sceglie di ricordarlo. Perché una comunità - si legge ancora - si riconosce anche da come custodisce la memoria dei suoi figli".