Articolo pubblicato il: 22/01/2026 10:25:50
Questo il comunicato stampa pervenutoci in redazione:
"Domenica 25 gennaio 2026, ore 19.30 in Casapulla (CE), chiesa di sant'Elpidio si terrà una replica del concerto classicismo vocale sacro a Wien e Napoli eseguito con successo già a San Tammaro sabato 17 gennaio 2026, L'esecuzione - si legge nel comunicato - sarà nuovamente affidata a Laura Di Giugno soprano solista e alla Cappella vocale e strumentale "I musici di corte". Oartecipazione gratuita
Nonostante i contatti anche musicali tra le due capitali durassero da almeno un secolo, Wien e Napoli tra il 1770 circa e il 1800 mostrarono lingue musicali quasi diametralmente opposte come dimostrerà il programma del concerto. Da un lato Vienna si attestò - si legge ancora - nella tradizionale attenzione germanica alla monodia del corale armonizzato a quattro voci, imposto dalla confessione luterana anche nella prassi delle chiese cattoliche. Dall'altro, la scrittura musicale orientò la condotta delle parti corali verso strutture armoniche (accordi) compatte e con successioni ardite o comunque non usuali. I due brevi Kirchenlieder di Mozart e la severa messa quaresimale - si legge ancora - di Michael Haydn testimoniano perfettamente queste tendenze. Completamente diversa fu la tradizione napoletana. La scrittura nella musica sacra fu soverchiata dalla straripante egemonia della voce solistica protagonista del melodramma e dell'opera buffa. Per questo la voce esplora virtuosismi espressivi e tecnici capaci di strappare applausi anche in chiesa.
Quasi a voler espiare la colpa di tanto sfoggio di profana bellezza, tutti i compositori di scuola napoletana riconobbero la assoluta prevalenza nel sacro del rigoroso contrappunto osservato di matrice palestriniana, cioè della tecnica di organizzazione della scrittura musicale con le melodie delle parti corali - prosegue il comunicato - messe in imitazione tra loro, di solito su un tema (o soggetto) e un controsoggetto. La messa a quattro voci di Cimarosa è un gioiello musicale giovanile del compositore aversano capace di raccontare in modo compiuto questa sorta di comportamento bipolare proprio della musica sacra dell'epoca a Napoli".