Laureati in 'fuga' verso nord. Dell'Aquila (Sinistra italiana): "Caserta e Mezzogiorno svuotati del proprio futuro"






Articolo pubblicato il: 23/06/2026 09:59:55

Questo il comunicato stampa diffuso dal Segretario provinciale di Caserta di Sinistra Italiana Antonio Dell'Aquila:

"LA GRANDE FUGA DAL SUD È UN ATTO D'ACCUSA CONTRO IL GOVERNO MELONI: CASERTA E IL MEZZOGIORNO SVUOTATI DEL PROPRIO FUTURO

 
I dati pubblicati oggi in prima pagina dal Sole 24 Ore fotografano una vera e propria catastrofe demografica, economica e sociale per il nostro territorio. La "grande fuga" dal Meridione ha visto svanire ben 313mila giovani tra i 18 e i 35 anni dal 2019 a oggi - si legge nel comunicato - registrando un crollo drammatico del 7,57% della popolazione giovanile residente nel Mezzogiorno, a fronte di un Nord che cresce grazie ai flussi migratori interni (+4,83%).
 
Siamo di fronte a un esodo generazionale che colpisce duramente la Campania (-7,3%) e la provincia di Caserta, privandoci delle migliori energie: il 60% di chi parte è laureato, e un manager su quattro nato - si legge ancora - al Sud si trova costretto a emigrare al Centro-Nord per veder riconosciute le proprie competenze e ottenere un salario dignitoso.
 
Questa desertificazione non è un destino inevitabile, ma il risultato diretto di precise e scellerate scelte politiche. Le responsabilità del Governo Meloni sono totali e imperdonabili. Invece di contrastare il divario strutturale - si legge ancora - nei salari e nei servizi – unici veri pilastri per convincere le nuove generazioni a restare, come chiaramente evidenziato dalle analisi economiche – la destra di Giorgia Meloni sta portando a compimento il progetto dell'Autonomia Differenziata.
 
Un provvedimento folle che spaccherà definitivamente il Paese, legalizzando la diseguaglianza nei diritti fondamentali: dalla sanità alle scuole, dai trasporti alle infrastrutture. Il governo ha progressivamente smantellato le misure di sostegno al reddito e di contrasto alla povertà, ha fallito nella gestione dei fondi PNRR che dovevano colmare - si legge ancora - i gap storici del Mezzogiorno, e continua a difendere un modello economico basato sulla precarietà e sul lavoro povero, costringendo i nostri figli ad abbandonare la propria terra. Le stime per il 2034 indicano un ulteriore crollo dell'8,55% di giovani al Sud: una tendenza che condanna il nostro territorio a un invecchiamento irreversibile e alla stagnazione economica.
 
Come Sinistra Italiana Caserta, respingiamo la narrazione della rassegnazione. Non servono zone economiche speciali di facciata o bonus elettorali mentre si taglia lo stato sociale. Chiediamo un piano straordinario per l'occupazione giovanile stabile - si legge ancora - l'introduzione immediata del salario minimo legale per fermare lo sfruttamento e investimenti massiczi nei servizi di cittadinanza. Restare al Sud deve essere un diritto insindacabile, non un atto di eroismo quotidiano".